giovedì 16 novembre 2017

I problemi del Santerno

(Imola, 15 novembre 2017)  I problemi del fiume Santerno nel territorio della Vallata, in particolare a Carseggio, e le conseguenti discussioni, dimostrano ancora una volta quanto sia urgente e necessaria un’azione più efficace e coordinata tra gli Enti competenti, sia per pianificare e realizzare infrastrutture ed opere di sicurezza idraulica, sia per la corretta gestione delle emergenze e dell’allerta”. Lo dichiara Gabriele Cesari, geologo dell’associazione Gipiesse e coordinatore del percorso partecipato Santerno Resiliente finalizzato alla sottoscrizione del Contratto di Fiume.
Il secondo forum sulla sicurezza idraulica svoltosi sabato scorso a Casalfiumanese ha confermato questa situazione – continua Cesari -: mentre gli Enti illustrano il quadro delle competenze e delle responsabilità che derivano con fatica da decisioni prese a Bruxelles, a Roma o a Bologna molto tempo prima, i cittadini vivono situazioni contingenti di disagio e rappresentano questioni molto concrete”. In particolare, nel corso di entrambi i forum tenutisi a Casalfiumanese sono emerse le problematiche legate al guado che va sott’acqua a Carseggio, ad una briglia lesionata a Rineggio, alla riva Vulpiona in erosione, e alla necessità di rimuovere una lavatrice portata nell’ansa di Macerato dalla piena del 2014.
Il percorso partecipato Santerno Resiliente – aggiunge Cesari - si pone l’obiettivo di superare la catena lenta delle decisioni, lavorando per un migliore coordinamento tra Enti e portandoli ad ascoltare più da vicino le esigenze delle comunità. E questo non solo in materia di sicurezza idraulica”. Giovedì 23 novembre alle ore 20.30 nel Municipio di Borgo Tossignano si parlerà infatti di qualità dell’acqua e habitat, mentre dopo le festività natalizie il percorso farà tappa a Fontanelice con un incontro dedicato alla gestione e uso delle risorse e a Castel del Rio per parlare di fruibilità turistica”.
Il nostro è un percorso ambizioso – sottolinea il coordinatore di Santerno Resiliente - che si gioca nel medio-lungo periodo e che rappresenta una grande sfida per il territorio: vogliamo raccogliere tutti i progetti già presenti, le idee e le proposte per risolvere le problematiche contingenti e le iniziative future che si pensano utili per migliorare la Vallata e valorizzare l’enorme patrimonio naturalistico. Da qui partiremo per elaborare un progetto territoriale strategico e condiviso e per cercare le risorse necessarie”. Per questo motivo, precisa Cesari, “non crediamo a chi si propone con la bacchetta magica e ha soluzioni immediate per tutti i problemi a prescindere dalle competenze reali. Crediamo invece che attraverso il percorso impostato si arrivi a risposte concrete sul lungo periodo. Altrimenti prevalgono le contrapposizioni ideologiche e le posizioni strumentali”.
“Quello che stiamo facendo – conclude il coordinatore del percorso partecipato - non è un esercizio dialettico e non è limitato alla Regione Emilia-Romagna, né ai soli Comuni del medio tratto del Santerno (da Imola a Castel del Rio) e alle 12 associazioni che hanno aderito al Protocollo di Intesa. In linea con il principio della ‘porta aperta’ previsto dai percorsi partecipativi, stiamo lavorando per aggregare ogni altro Ente o soggetto portatore di interesse, partendo proprio dai comuni a monte e valle del tratto esaminato fino ad oggi”.


Giovanni Bucchi
giornalista professionista

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